COLLEGAMENTO POS – REGISTRATORE TELEMATICO

16 Marzo 2026di Salvatore Corso
Collegamento POS-RT

È scattata dal 5 marzo l’avvio della procedura da effettuare per l’obbligo di collegamento POS-RT disciplinato dalla Legge n. 207/2024, art. 1, commi 74-77 (Legge di Bilancio 2025).
Esso è rivolto a commercianti, artigiani e a tutti gli esercenti che accettano pagamenti elettronici e inviano corrispettivi telematici, prevedendo l’abbinamento virtuale tra i suddetti strumenti di pagamento e il registratore di cassa.
La finalità principale di questa disposizione normativa è il contrasto all’evasione fiscale. Il sistema consente infatti di tracciare i corrispettivi incassati tramite strumenti elettronici e di verificare la corrispondenza tra gli importi pagati con carte di credito, carte di debito, carte prepagate, nonché wallet digitali e app di pagamento e quanto dichiarato all’Agenzia delle Entrate. È quindi una misura introdotta per aumentare e rafforzare i controlli fiscali sugli incassi delle attività commerciali.
Con il Provvedimento n. 424470 del 31 ottobre 2025, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti operativi, stabilendo in particolare che:
– il collegamento tra POS e registratore telematico è di natura logico-informatica e non richiede una connessione fisica tra i due dispositivi;
– l’associazione avviene tramite servizio web nell’area riservata “Fatture e Corrispettivi”;
– devono essere comunicati gli identificativi dei dispositivi, ossia la matricola RT, il Terminal ID del Pos ed eventualmente, il numero del contratto di convenzionamento;
– l’obbligo riguarda i terminali utilizzati per incassi riconducibili ad operazioni certificate tramite Registratore Telematico o procedura web (“Documento Commerciale online”);
In sostanza, ogni POS deve essere associato virtualmente al registratore telematico e quest’ultimo deve poter memorizzare i dati delle transazioni elettroniche e insieme ai corrispettivi giornalieri, devono essere trasmessi all’Agenzia delle Entrate anche i totali degli incassi effettuati con strumenti elettronici.
I termini e le scadenze sono differenti a seconda della data di attivazione del POS. Infatti, per i POS già attivi al 1° gennaio 2026, il collegamento deve essere effettuato entro 45 giorni a partire dal 5 marzo. Per i dispositivi POS attivati successivamente, invece, l’associazione dovrà essere effettuata a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data in cui il POS sarà operativo.
Il collegamento va aggiornato qualora vi fosse l’introduzione di un nuovo POS o Registratore Telematico e in ogni caso ogni qualvolta vi sia una qualsiasi variazione dell’utilizzo del POS, come ad esempio il trasferimento presso un’altra sede operativa.
I soggetti interessati che non si adegueranno alla nuova normativa saranno soggetti a sanzioni amministrative, pari a:
– € 100,00 per ogni trasmissione omessa o incompleta (fino a un massimo di € 1000,00 per trimestre);
– da €1000,00 a € 4000,00 in caso di omessa installazione degli strumenti di memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi o mancato collegamento tra POS e registratore telematico;
In presenza di violazioni ripetute nel tempo possono inoltre essere applicate sanzioni accessorie rigorose, tra cui la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività.
Nonostante alcuni chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, nel sito ufficiale, tramite risposta a delle FAQ, diverse sono ancora le criticità che potrebbe presentare il suddetto obbligo. Attualmente, infatti, l’Agenzia delle Entrate non ha ancora disposto delucidazioni su casi particolari che potrebbero presentarsi.
Ad esempio, non è stato ancora del tutto chiarito come verranno gestiti errori materiali di digitazione che durante lo svolgimento dell’attività commerciale potrebbero manifestarsi.
Ancora, non è stato ancora definito un protocollo di tolleranza per disallineamenti temporali che di frequente, specialmente nelle attività di bar e ristorazione possono presentarsi.
Questo perché, i pagamenti elettronici effettuati dopo la mezzanotte vengono contabilizzati dalla banca il giorno successivo, mentre fiscalmente appartengono al giorno precedente.
Infine, ulteriori criticità si possono avere con riferimento a pagamenti elettronici che non prevedono l’emissione di corrispettivi (come ad esempio vendite di tabacchi, giornali, ricariche telefoniche, biglietti per spettacoli vari). L’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare un incasso POS superiore ai corrispettivi telematici con le conseguenti sanzioni per errata trasmissione.
Alla luce di queste considerazioni, allora, occorre sottolineare quanto sia fondamentale il supporto di un commercialista, anche per una procedura che potrebbe a primo impatto risultare semplice banale, al fine di evitare di incorrere in sanzioni, anche piuttosto elevate.

Salvatore Corso

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